Il Cerchio della Vita |
Dopo 23 anni da quella grandiosa primavera del 1988, "Il Cerchio della Vita" è diventato un libro "in carta e ossa"! Per dare un'idea di cosa rappresenti per me questa storia, vi copio e incollo la Nota dell'Autore...
...È difficile per me dire cosa sia “Il Cerchio della Vita”. Di sicuro non è una semplice storia… sempre che si possa ridurre a questo, a qualcosa di semplice, lo scrivere un libro.
E’ difficile parlarne perché avevo solo sedici anni quando scrissi il primo embrione del romanzo che avete appena letto. Era il 1988 ed era primavera, perché ricordo il cielo limpido e il sole tiepido. Adesso potrebbe essere qualunque mese dell’anno, anche ottobre, ma allora il clima non era ancora andato avanti. Gli inverni erano inverni, in autunno pioveva e in estate 30 gradi erano tantissimi. Ricordi, appunto.
Cielo limpido e sole tiepido. E fogli coi buchi. Rosa, a righe. Non ho neanche bisogno di chiudere gli occhi per ricordare la sensazione della mano che scorreva su quella carta a grana grossa, vera carta pulp. Su quei fogli scrissi l’accozzaglia di parole che mettevano su piedi traballanti una vicenda improbabile di viaggi e avventure nello spazio, assieme ad un’altra manciata di racconti ancora più improbabili e a qualche poesia sgangherata che trovarono ben presto la via del cestino della carta straccia. Non sono mai stata tenera con le mie creazioni, nemmeno allora quando mi sembrava di poter toccare il cielo con un dito solo perché ero riuscita a buttare giù qualche frase e ad inventare trame inverosimili.
Non so dire perché quel raccontino illeggibile riuscì a sopravvivere alla mia anima critica e alla furia distruttrice che di tanto in tanto mi spinge a liberarmi di tutto quello che appartiene al passato. Il vero motivo mi sfugge e probabilmente ha a che fare con parti di me che solo un bravo analista saprebbe comprendere. So solo che l’ho sempre considerato importante, ed è per questo che l’ho riscritto più volte nel corso degli anni, aggiungendo alla storia la gran parte di quello che vedevo, vivevo e imparavo nella vita reale. L’ultima fu all’inizio del 2003, e già allora non era rimasto niente del racconto originale, a parte il nome di uno dei protagonisti principali. Ci misi meno di sei mesi a scrivere la prima bozza, ma poi mi ci vollero più di sei anni perché il romanzo fosse come lo volevo io. Anche perché nel frattempo il raccontino illeggibile era cresciuto ed era diventato una trilogia e non è stato sempre facile incastrare date, fatti e vicende che coprono quindici anni di vita di venti personaggi. Però è stato divertente, qualche volta esaltante, altre volte faticoso. Ho dovuto imparare le regole del mestiere, perché non basta sapere mettere i verbi al tempo giusto per scrivere un romanzo. Ho dovuto studiare, ho dovuto sbagliare, ho dovuto ricominciare tutto da capo riconoscendo i miei errori con umiltà.
È ricordo, profezia e fantasia...
Ecco, qui c'è tutto...
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